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Prestiti tra privati

I prestiti tra privati (chiamati anche prestiti peer-to-peer, prestiti p2p o prestiti senza banche) sono dei finanziamenti che avvengono da privato a privato, senza bisogno di una finanziaria. In pratica chi eroga in prestito non è una banca, un ente o una società finanziaria, ma un privato.

In Inghilterra, dove sono stati introdotti nel 2005, vengono chiamati “social lending” (in italiano “prestito sociale”). Si tratta di un sistema organizzato di prestiti fra privati che avvengono via web. I prestiti tra privati sono stati autorizzati dalla Banca d’Italia.

Come funziona.

I contratti devono essere redatti e sottoscritti in doppia copia, una ciascuna per le parti. Il contratto di prestito più garantito è quello conforme alla scrittura privata che riveste la forma prescritta dall’art. 1813 cioè del mutuo.

I contratti possono essere compilati anche dalle stesse parti senza l’autenticazione di un notaio o altro Pubblico Ufficiale. Non importa se siano registrati, l’importante è ci siano i requisiti minimi per essere considerati impugnabili dalla legge, essi e sono:

- la dicitura di mutuo;
- i dati delle parti;
- le modalità di restituzione del prestito;
- la percentuale di interesse (se sono previsti);
- varie ed eventuali condizioni che regolano il rapporto.

Interessi.

In base all’entità dell’importo e alla fiducia che si ha verso il debitore i contratti possono essere:
- fruttiferi, se sono previsti interessi, (l’importante è non superare la soglia dei tassi di usura);
- infruttiferi, senza il corrispettivo di interessi;
- personale, il debitore può spendere la cifra a suo piacimento;
- finalizzati, quando è prevista la destinazione del prestito, e, se non è specificato può comportare la risoluzione del contratto;



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